Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale non riguarda più soltanto il futuro, ma il presente delle imprese, delle istituzioni e delle persone. Automazione, dati e algoritmi stanno ridefinendo i modelli produttivi, le professioni e il rapporto stesso tra tecnologia e società.
In questo contesto si è inserita la serata di approfondimento promossa da UCIT in collaborazione con Limes Club Como – Canton Ticino, dedicata al tema del tecnocapitalismo e agli effetti dell’Intelligenza Artificiale sulla società e sul lavoro.
L’incontro si è svolto presso il Centro Pastorale San Giuseppe, coinvolgendo imprenditori, professionisti e cittadini interessati a comprendere le implicazioni economiche, sociali ed etiche di questa trasformazione.
Tecnocapitalismo e IA: una lettura multidisciplinare
La tavola rotonda, moderata da Elettra Fiumi, ha affrontato il tema del tecnocapitalismo come fenomeno complesso, che intreccia innovazione tecnologica, potere economico, geopolitica e dimensione umana del lavoro.
Dopo i saluti istituzionali di Andrea Moroni Stampa, vicepresidente UCIT, di Cesare Bai per Limes Club Como – Canton Ticino, e di Enrico Mascheroni, il confronto è entrato nel vivo grazie ai contributi dei relatori invitati.
Geopolitica, etica e lavoro: i contributi dei relatori
Ad aprire la riflessione è stato Giuseppe De Ruvo, che ha analizzato il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nello scenario geopolitico internazionale, soffermandosi sull’utilizzo dell’IA nell’amministrazione Trump e sulle conseguenze strategiche dell’adozione di queste tecnologie da parte degli Stati.
Un intervento di forte valore etico è arrivato da Alain de Raemy, che ha posto una riflessione cruciale sul rapporto tra tecnologia e tempo umano:
«Con l’Intelligenza Artificiale liberiamo tempo che però non siamo capaci di sfruttare. È una contraddizione».
La discussione si è poi spostata sul piano applicativo con Matteo Vanotti, CEO di xFarm Technologies, che ha mostrato come anche l’agricoltura – uno degli ultimi settori ad essere coinvolti – stia vivendo una trasformazione profonda grazie all’uso dei dati e dell’Intelligenza Artificiale, aprendo interrogativi sul valore strategico delle informazioni: i dati saranno il nuovo mais?
A chiudere il giro di interventi è stata Stefania Padoan, CEO di Padoan Srl e vicepresidente AITI – Associazione Industrie Ticinesi, che ha richiamato l’attenzione sulla centralità delle persone nei processi di innovazione, sottolineando come la tecnologia sia indispensabile per creare valore, ma non possa prescindere dalla responsabilità sociale e dal capitale umano.
Oltre la tecnologia: opportunità, rischi e responsabilità
Il confronto ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale non rappresenti soltanto un’evoluzione tecnologica, ma una vera trasformazione culturale. Le opportunità di crescita e competitività si accompagnano a nuove responsabilità, soprattutto in termini di impatto sul lavoro, sul tempo e sulla qualità delle relazioni umane.
Per UCIT, promuovere momenti di dialogo su questi temi significa contribuire a una lettura consapevole del cambiamento, capace di integrare innovazione, etica e sviluppo sostenibile del sistema economico.
Un ringraziamento ai partecipanti
Un sentito ringraziamento va a tutti i relatori, ai partecipanti e ai partner che hanno reso possibile questa serata di confronto, confermando il valore del dialogo come strumento essenziale per affrontare le sfide del presente e del futuro.






















































